Marco Colonna

Nato nel 1978 comincia a suonare il clarinetto molto presto, frequentando i corsi della banda del proprio Paese e poi entrando in conservatorio. Corsi che non completerà interrompendo per qualche anno il suo rapporto con la musica che poi riprenderà in maniera definitiva intorno ai sedici anni, con la partecipazione in band giovanili e lo studio del sassofono sotto la guida di Piero Quarta.

Intorno ai diciannove anni entra nel gruppo laboratorio di Gaetano Zocconali,Operamus Suite Machine, dove perfezionerà la sua lettura e la sua tecnica strumentale ed in cui comincerà a suonare anche il clarinetto basso. In quegli anni forma insieme a Bruno Angeloni il Pachamama Jazz ensemble ponendo le basi di una poetica transculturale, dove il Jazz, il rock e le musiche di tradizione mediterranea si possano fondere e articolare in linguaggi nuovi.

Intorno al 2002 entra nel gruppo Acquaragia Drom con cui negli anni suonerà nei maggiori festival di World Music del Mondo come il Rain Forest World Music Festival nel Sarawak Malese, Kamoro Gipsy Festival a Praga, Sziget in Ungheria, New York Gipsy festival, e poi in Belgio, Olanda, Germania, Francia, incontrando e suonando insieme a musicisti e attori come Selim Sesler, Nat Veliov, Nando Citarella, Petrona Martinez, Tonino Carotone, Piero Pelù, Roy Paci, Paolo Rossi, Lella Costa, Moni Ovadia.

Negli stessi anni organizza incontri di improvvisazione e workshop con il collettivo Impromachine presso gli spazi del Rialto Santambrogio a Roma. Incontra, registra e suona con Frank Gratkowski, Michel Godard, Enzo Rocco, Marco Ariano, Roberto Bellatalla, Michele Rabbia, Vincent Courtois. Peter Schmidt.

Dal 2001 è attivo come musicista per il teatro partecipando a spettacoli del Centro Mediterraneo delle Arti, il Teatro dell’Orologio, Media Aetas di Roberto De Simone. Partecipa alla realizzazione della colonna sonora del film “Youth” di Paolo Sorrentino con il gruppo di lavoro dello spettacolo “Avec Le Temps -Dalida” dell’attrice Maria Letizia Gorga con gli arrangiamenti di Stefano De Meo.  

Nel 2006 partecipa al festival Encuentro De Jazz Y Musica Viva a Monterrey in Messico, e suona con Gebhard Ullmann, Andrew Cyrille, Agusti Fernandez, Teppo Hauta Aho, Ramon Lopez, Omar e Milo Tamez.

Nel 2008 incontra Harry Sparnaay per un seminario presso il conservatorio di Santa Cecilia e lo stesso, considerato il maggiore interprete del clarinetto basso contemporaneo lo invita a studiare a Barcellona presso la Esmuc. L’incontro si realizza con tre lezioni da cui nascerà la voglia di approfondire il repertorio classico e la scelta di dedicarsi al clarinetto contrabbasso con realizza il primo recital interamente dedicato allo strumento realizzato in Italia, al festival delle Cinque Giornate di Milano con composizioni di Donatoni, Colombo Taccani, Di Maggio, Mykaelian, Grisey.

Nel 2009 fonda insieme a Luca Corrado e Cristian Lombardi il gruppo Noise of Trouble.

Nello stesso anno pubblica in condivisione libera su internet il primo lavoro del gruppo (The Bloody Route) a cui seguiranno “Distopia”, “Così Morì La Luna” e altri lavori sempre frutto di una partecipazione critica e politica alla società.

Con NOT (Noise of Trouble) incontra e collabora con il poeta Alberto Masala, il cantante Hip Hop e artista visuale Riccardo Fadda, il regista sperimentale Leonardo Carrano con cui realizza “Jazz For A Massacre”, lavoro pluri-premiato dai festival di cinema sperimentale di tutto il Mondo, il fotografo Alessandro Lisci, la cantante lirica Monica Colonna.

Con Alberto Masala realizza numerosi concerti in duo, basati sulle poesie del poeta, in festival di poesia e letteratura, come anche nei festival Jazz. La collaborazione arriverà a realizzare anche il progetto “Logos” per documentare artisticamente lo spopolamento del piccolo paese di Asuni in Campidano. Lavoro commissionato dal muse delle emigrazioni di Asuni con la collaborazione della poetessa Savina Dolores Massa ed il fotografo Nanni Angeli.

Dal 2012 comincia a suonare in solo e ad approfondire le relazioni con gli improvvisatori e jazzisti europei. Produce molti lavori in solo, lavori dedicati a Bach, a la Folia di Spagna, a Stravinsky, lavori sul suono e la sua elaborazione acustica, alla canzone di lotta cilena.

Jon Granlie su Salt Peanuts scriverà che l’ultimo lavoro uscito per Klopotec “Metamorphosis Of The Moment” è il migliore disco di solo clarinetto che abbia mai sentito.

Abbandonato il multistrumentismo per concentrarsi sui clarinetti, svilupperà un approccio personale, legato alla tradizione del mediterraneo e alle avanguardie storiche, con approcci inauditi come l’utilizzo anche di tre strumenti contemporaneamente, tecnica che verrà documentata dal lavoro “Ondas De Trigu”.

Autoproduce e nella sua pagina Bandcamp si possono trovare numerosi esempi di collaborazioni come il duo con Ettore Fioravanti “Minorance : a late reflection on the revolutionary art of Fred Ho” in cui omaggia la figura del bariton sassofonista sino-americano, a cui dedicherà anche un articolo pubblicato da Musica Jazz.

Il trio improvvisato con Giovanni Maier e Zlatko Kaucic testimonianza di un incontro nella galleria Pizzinato di Pordenone voluto da Massimo De Mattia. L’amicizia e la stima con il flautista friulano porterà alla realizzazione di “Blutopia” in duo e registrato nel negozio di dischi di Fabrizio Spera, altro collaboratore assiduo dell’ultimo periodo. Per Massimo de Mattia scriverà inoltre un testo per il disco del gruppo Suono Madre, e lo stesso farà per Materia Nera di Francesco Massaro.

Collabora inoltre con la webzine All About Jazz intervistando Eugenio Colombo e Alberto Pinton.

La sua passione per la scrittura gli farà realizzare “Frammento” opera teatrale dedicata a Natacha Denizeau, monologo per un’attrice e la sua musica improvvisata. Spettacolo che andrà in scena al teatro Torre Maura a Roma e nel club Ventotto di Vino, con cui collabora attivamente nella realizzazione di incontri di musica improvvisata.

Con Eugenio Colombo ed Ettore Fioravanti fonda il gruppo Rahsaan dedicato alla musica di Roland Kirk e realizza una pubblicazione in vinile per la prestigiosa etichetta italiana di musiche d’avanguardia Setola di Maiale.

Entra nel gruppo Eternal Love di Roberto Ottaviano con cui realizza un disco per l’etichetta Dodici Lune insieme a Zeno De Rossi, Giovanni Maier e Alexander Hawkings. Il gruppo verrà acclamato dalla critica con altissimi posizionamenti nei referendum della critica di settore sia come gruppo che come disco.

Viene citato continuativamente dalla rivista Musica Jazz fra i migliori nuovi talenti dal 2015 e dal 2018 viene inserito nella top ten dei migliori musicisti di jazz italiani.

Sempre per Setola di Maiale partecipa alla Unit capitanata da Stefano Giust che insieme ad Evan Parker realizzerà un concerto che poi sarà disco insieme ad Alberto Novello, Giorgio Pacorig, Martin Mayes, Patrizia Oliva, Michele Anelli.

Gli viene commissionato un libro da scrivere per aprire una nuova collana della casa editrice Blonk, uscita prevista ad inizio 2020 e avrà il titolo “ E mio padre mi disse che non ero normale-breve cronaca di un pensiero artistico indipendente”.

Inizia la collaborazione con la pianista giapponese, residente a Dublino, Izumi Kimura con cui realizza qualche concerto in Italia in trio con Fabrizio Spera, e con lo stesso Spera è in trio con il bassista Dario Miranda, trio che sta lavorando all’uscita di un nuovo disco.

Suona stabilmente in duo con Roberto Bellatalla, e collabora con il cantautore Lucio Leoni alla realizzazione del suo ultimo disco e ad un progetto sul dialetto romanesco che verrà pubblicato a fine 2019.

La fine del 2019 lo vedrà in tour con l’Horn trio di Federica Michisanti e Francesco Lento fra Sud Africa, Gabon, Kenya, Namibia.

E poi l’inizio della collaborazione con il pianista Umberto Petrin per unprogetto sulla Metafisica insieme al filosofo Lorenzo Cammi.